martedì 2 gennaio 2018

NON HO SMESSO DI PENSARTI



NON HO SMESSO DI PENSARTI

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.


Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.

Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?

Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso...
ma non ti cerco.
(Charles Bukovsky)

Lucia Popp sings "Depuis le jour"

sabato 23 dicembre 2017

Elizabeth Strout - Tutto è possibile (Anything is possible - 2017)


Tommy Giptill era stato un tempo proprietario di un caseificio ereditato dal padre e situato a un paio di miglia dal centro di Amgash, Illinois. Tutto ciò risaliva ormai a parecchi anni prima, ma a Tommy capitava ancora di svegliarsi con lo stesso terrore che aveva provato la notte in cui l'incendio aveva raso al suolo il caseificio. anche la casa era completamente bruciata; il vento aveva portato le scintille dentro l'abitazione che si trovava poco lontana dalle stalle. Colpa sua - aveva sempre pensato che fosse stata colpa sua - per non avere controllato, quella sera,la macchine mungitrici fossero ben spente, ed era proprio lì che era scoppiato l'incendio. Una volta partito, si era propagato rapido e furioso dappertutto.













"La vita può lasciare senza fiato. Tutta quanta la vita, non solo quella di chi se n'è andato, come Lucy Barton, lasciandosi ogni cosa alle spalle. Anche la vita di chi è rimasto, la vita piccola e ordinaria della provincia americana, pur brulicante di emozioni impetuose sotto la cappa dell'immobilità.
La vita di Pete Barton, ad esempio, un bambino di mezza età, eterno custode e prigioniero nella casa di famiglia. O le vite deragliate delle «Principessine Nicely», nomignolo ormai grottesco per promesse giovanili non mantenute.
Riprendere quelle vite dopo molto tempo, conoscerle e riconoscerle, dà la stessa lancinante felicità di ogni ritorno a casa."



«In questo libro perfetto e ricercato, dolore e guarigione coesistono in uno stato di perpetua dipendenza, come fratelli in lotta».
«The Wall Street Journal»

«Tutto è possibile è un romanzo splendido e profondo. Il sogno di essere compresi, forse il piú umano di tutti i desideri, è la sostanza che unisce le sue storie».
«The Guardian»

Elizabeth Strout




















https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Strout