giovedì 16 novembre 2017

Johann Wolfgang von Goethe - I dolori del giovane Werther (Die Leiden des jungen Werthers - 1774)


Tutto ciò che ho potuto rintracciare della storia del povero Werther, l'ho raccolto con cura e qui ve lo presento, e so che me ne sarete grati. Non potrete negare la vostra ammirazione e il vostro affetto al suo spirito e al suo carattere, né le vostre lacrime al suo destino.
E tu, anima buona, che soffri il suo stesso dolore, attingi conforto dalla sua sofferenza e fa' che questo libretto ti diventi amico, se per destino o per tua colpa non puoi trovarne uno più vicino.

LIBRO PRIMO
4 maggio 1771

Quanto sono lieto di essere partito! Amico mio carissimo, che cosa è mai il cuore dell'uomo! Aver abbandonato te che amo, tanto, di cui ero inseparabile, ed essere contento! Ma so che mi perdonerai. Ma non parevano tutti i miei altri legami davvero scelti dal destino per impaurire un cuore come il mio?
Povera Leonore! Eppure io ero innocente. Era forse colpa mia se, mentre le singolari grazie di sua sorella mi procuravano una gradevole distrazione, una passione si andava creando in quel suo povero cuore? E tuttavia... sono proprio del tutto innocente? Non ho in qualche modo alimentato i suoi sentimenti? Non mi sono io stesso deliziato di quelle tanto genuine espressioni della natura, che così spesso ci facevano ridere, sebbene tanto poco ci fosse in esse di ridicolo? Non ho io forse... Oh, ma che cosa è mai l'uomo, per potersi lagnare di se stesso!


(trad.  Amina Pandolfi)

Johann Wolfgang von Goethe
















mercoledì 15 novembre 2017

Cartoline dal passato















Macugnaga 1921
Dal bisnonno Oreste alla zia Carla

Gene Gnocchi - Una lieve imprecisione (1991)




https://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Gnocchi



La fatica che si fa ad alzare gli occhi su chi, davanti a noi, ci sta parlando, è molto più grande che scaricare un camion di pieno di piombo.
Ci vorrebbe un addetto agli occhi: uno, voglio dire, che controllasse che la figura dell'interocutore, con le labbra che si muovono, fosse sempre ben dentro il nostro occhio. Uno che, mediante segno o gesti delle mani, impedisce al tuo sguardo di scavalcare che ti sta di fronte. Se no, la distrazione continua a crescere .