lunedì 16 ottobre 2017

domenica 15 ottobre 2017

Alicia Giménez-Bartlett - Nido vuoto (Nido vacío - 2007)


Un centro commerciale non è certo il sogno della mia vita per trascorrere un sabato pomeriggio. Ma chi può permettersi di pensare ai sogni quando le necessità, come sempre, s'impongono? Decisi di farmi forza. Sarei uscita due ore prima dal lavoro per dedicarmi agli acquisti. Stesi una lista di tutto quanto mi occorreva e finii per stupirmene io stessa: calzettoni da ginnastica, dischetti per il computer, lampadine, riso integrale, l'ultimo libro di Philip Roth e... stracci per la polvere. Neanche volendolo sarei riuscita a mettere insieme un campionario più eterogeneo. Evidentemente sono una donna dalle esigenze molteplici. Proprio questo mi costringe a recarmi di tanto in tanto in un centro commerciale, il solo luogo al mondo dove tutto coesiste con tutto in insensata contiguità.

Alicia Giménez-Bartlett - Un bastimento carico di riso (Un barco cargado de arroz - 2004)


Garzon non capiva perché quel cadavere mi colpisse tanto, e non riusciva nemmeno a spiegarsi la natura della mia emozione. Secondo lui ormai avevamo visto più morti di Napoleone e Nelson messi insieme, e non si poteva certo dire che quella mattina il Parque de la Ciudadela fosse il campo di Waterloo dopo la battaglia. Un barbone sdraiato su una panchina, questo era tutto. Sembrava semplicemente che fosse rimasto addormentato e che, nonostante quel che gli stava capitando intorno, non si fosse ancora svegliato.

Alicia Giménez-Bartlett - Serpenti nel Paradiso (Serpientes en el Paraíso - 2002)


La prima accoglienza fu uno schiaffo di calore, umido, adesivo. La seconda non ci fu affatto. Nessuno era venuto ad aspettarmi all'aeroporto di El Prat. Nessuno era stato avvisato del mio arrivo. Questo può bastare per spiegare il deserto umano che mi trovai di fronte. Eppure, contro ogni logica, rimane sempre la speranza che all'arrivo una piccola delegazione agiti un cartello col tuo nome e si lanci ad abbracciarti in segno di amicizia.
Sciocchezze, pensai, queste sono cose che non succedono mai, tanto meno a una come me, che ha fatto di se stessa il feroce guardiano della propria tranquillità.