mercoledì 1 febbraio 2017

Don DeLillo - Underworld ( Underworld - 1997)

He speaks in your voice, American, and there's shine in his eye that's halfway hopeful.
It's a school day, sure, but he's nowhere near the classroom. He wants to be here instead, standing in the shadow of this old rust-hulk of a structure, and it's hard to blame him - this metropolis of steel and concrete and flaky paint and cropped grass and enormous Chesterfield packs aslant on the scoreboards, a couple of cigarettes jutting from each.


Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza.
È un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c'è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all'ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto - questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno.

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