lunedì 3 aprile 2017

Richard Ford - Il giorno dell'indipendenza (Independence Day - 1995)

In Haddam, summer floats over tree-softened streets like a sweet lotion balm from a careless, languorous god, and the world falls in tune with its own mysterious anthems. Shaded lawns lie still and damp in the early a.m. Outside, on peaceful-morning Cleveland Street, I hear the footfalls of a lone jogger, tramping past and down the hill toward Taft Lane and across to the Choir College, there to run in the damp grass. In the Negro trace, men sit on stoops, pants legs rolled above their sock tops, sipping coffee in the growing, easeful heat.


A Haddam l'estate galleggia sopra strade la cui luce è attenuata dagli alberi, come un dolce balsamo donato da un dio noncurante e languido, e il mondo è in sintonia con i suoi inni misteriosi. Nelle prime ore del mattino i prati ombreggiati sono immobili e umidi. Fuori, nella Cleveland Street di una mattina tranquilla, odo i passi di un tizio che fa jogging, corre giù per la collina verso Taft Lane e attraversa il Choir College, dove trova l'erba bagnata. Nel sentiero dei Negri gli uomini siedono sulle verande, con le gambe dei pantaloni arrotolate oltre il bordo dei calzini, a bere caffè nel caldo pigro sempre più intenso.
(Traduzione: Luigi Schenoni)

Nessun commento:

Posta un commento